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Proemio “L’Assemblea internazionale dell’Unione Apostolica del Clero del 1997 ha constatato un crescente coinvolgimento di ministri ordinati diocesani come pure di laici desiderosi di condividere, con la medesima passione degli unionisti, il cammino nello Spirito della propria diocesi e la crescita qualitativa e numerica del clero diocesano. L’Assemblea, pur non prendendo decisioni specifiche, si è dichiarata aperta alla possibilità che questi laici potessero maturare una Associazione parallela all’UAC. Ciò avrebbe potuto essere un segno dei tempi e un dono dello Spirito; un significativo coinvolgimento del Popolo di Dio nel problema oggi più urgente per una evangelizzazione nuova ed una ulteriore iniezione di giovinezza per l’UAC . Lo Spirito ci sta spingendo con forza su nuovi orizzonti, ci interpella sulla nostra disponibilità contemplativa ed operativa affinché queste realtà fioriscano ed, eventualmente, confluiscano in un unica, grande corrente che fin da ora osiamo chiamare: Movimento “Jesus Pastor.” Così si esprimeva il Presidente internazionale dell’Unione Apostolica del Clero nella Nota esplicativa ai nuovi Statuti UAC approvati nel 1998. Lo Spirito Santo ha già fatto maturare i nuovi Statuti per l’Unione Apostolica del Clero e la prima bozza di Statuti per l’Unione Apostolica dei Laici. È una bozza che i primi membri stanno esperimentando. Saranno loro stessi a viverla e ad arricchirla, dopo avere ufficialmente fondato l’UAL in una data estremamente significativa: il 1 gennaio dell’anno 2000. Così si sentiranno coinvolti da protagonisti in una evangelizzazione nuova della spiritualità diocesana e in un sostegno diretto dei Ministri Ordinati diocesani. Statuti FONDAMENTI a. Principi costitutivi 1. L’Unione Apostolica dei Laici è un’associazione di Cristiani laici che si impegnano a realizzare una vita di comunione ispirata al modello degli Apostoli e dei Discepoli con Cristo ed immersa nella comunione della Trinità. La sua nota caratteristica consiste nel privilegiare la comunione voluta da Cristo stesso per la Chiesa, vivendola principalmente attraverso la spiritualità della propria Comunità diocesana, e nell’aiutare la crescita qualitativa e numerica del clero diocesano. 2. Per spiritualità diocesana l’Unione Apostolica dei Laici intende l’esperienza e il cammino nello Spirito Santo, che la Chiesa particolare fa sotto la guida del Vescovo con i suoi presbiteri e diaconi. È attraverso questa esperienza e questo cammino che i membri dell’Unione s’impegnano a vivere la grazia donata nei Sacramenti e a diventare protagonisti di una evangelizzazione nuova della Società nell’operare quotidiano. 3. Consapevoli che la Chiesa ha una radicale forma comunionale, i membri dell’Unione Apostolica dei Laici, coltivano la comunione ecclesiale all’interno delle famiglie e dei gruppi, nelle parrocchie e in diocesi. Favoriscono pure un’obbedienza responsabile verso il loro vescovo, i presbiteri e i diaconi, e una cordiale fedeltà al S. Padre, principio visibile dell’unità della chiesa. 4. Essendo ogni Chiesa particolare coinvolta per sua natura nella Chiesa universale e nell’evangelizzazione del mondo, i membri dell’Unione Apostolica dei Laici ne vivono profondamente la dimensione ecumenica e missionaria adoperandosi con una sensibilità nuova per l’unità dei cristiani, per la comunione dei loro pastori e per l’annuncio del Vangelo a tutti i popoli. 5. Nell’impegno di evangelizzazione ciascun membro dell’Unione Apostolica dei Laici si lascia guidare dallo Spirito Santo come fece Maria madre e Vergine, assimilandone la fede umile e disponibile nell’associarsi al mistero e alla missione di Cristo. b. Forma di vita 6. I membri dell’Unione Apostolica dei Laici per sviluppare la comunione tra loro si lasciano configurare a Cristo sacerdote ed immedesimare nella sua Chiesa, aiutandosi reciprocamente ed incoraggiando i loro pastori affinché la Comunità diocesana diventi profezia e testimonianza cioè segno visibile ed efficace della fraternità cristiana. 7. Essendo essenziale per il cristiano rinnovare e approfondire la coscienza di essere Chiesa, cioè corpo sacerdotale di Cristo, nella vita di ogni giorno, i membri dell’Unione Apostolica dei Laici s’impegnano a coltivare una adeguata formazione umana, cristiana e culturale. 8. In primo luogo, riterranno loro dovere riservare un tempo almeno settimanale alla lettura o all’ascolto della Parola di Dio. 9. Sapendo, tuttavia, che la Parola solo se vissuta convince, si preoccupano, loro per primi, di viverla e di pregarla. S’impegneranno, perciò, a contemplare con gli occhi di Dio gli avvenimenti personali, della propria famiglia, della propria diocesi e dell’ambiente in cui essa vive, partendo dalle letture del giorno della liturgia della Messa; cercheranno pure di celebrare le Lodi o i Vesperi lasciandosi così coinvolgere nella preghiera ufficiale della Chiesa. 10. Considereranno, senz’altro, come centro della loro vita e di quella della Chiesa la celebrazione eucaristica, in cui viene fatto di nuovo presente il mistero di Cristo morto e risorto. Essa, come fonte e culmine di comunione, riunisce ed edifica la Chiesa; per questo troveranno soprattutto nell’Eucaristia celebrata ogni domenica e festa e, per quanto possibile, infrasettimanalmente, la loro più alta realizzazione e il sostegno del loro specifico impegno. 11. Faranno, inoltre, un cammino di revisione di vita esaminando spesso la propria coscienza. Si accosteranno al sacramento della Riconciliazione come occasione di recupero del progetto di Dio. Daranno importanza alla direzione spirituale e troveranno ogni anno un tempo congruo per un pellegrinaggio o per gli esercizi spirituali. 12. I membri dell’Unione Apostolica dei Laici considerano come un’esigenza fondamentale dell’intima comunione di vita con Cristo e di disponibilità verso la Chiesa, la radicalità evangelica espressa particolarmente dalle Beatitudini che Gesù propone nel discorso della montagna. Ciascun membro dell’Unione Apostolica dei Laici è chiamato a viverle secondo le modalità e le finalità del proprio stato di vita e della propria professione. 13. In particolare, essi vivranno la povertà di spirito come capacità di ascoltare e capire gli altri specialmente in famiglia, come sobrietà, come dono del proprio tempo in servizi di solidarietà, come ospitalità, come rispetto ed accoglienza verso le persone e i gruppi che vivono i valori umani o cristiani in realtà estranee alla loro mentalità. 14. Vivranno inoltre la purità del cuore come purificazione delle intenzioni profonde, come maturazione affettiva delle proprie relazioni umane, come fedeltà alle proprie scelte di vita e alla parola data, come accoglienza generosa ed educazione cristiana dei figli, come stimolo del proprio amore verso Cristo e la sua Chiesa. Quelli che hanno scelto il celibato, vivranno questo carisma come conformazione particolare a Cristo, come sorgente straordinaria di fecondità spirituale, come richiamo visibile del modo di vivere ultraterreno. 15. La devozione verso Maria, vergine e madre di Cristo e della Chiesa, li aiuterà ad impregnare la loro vita e il loro cammino associativo di filiale fiducia in lei, icona di ogni ministerialità. Esprimeranno tale devozione specialmente attraverso la Liturgia e le preghiere mariane suggerite dalle proprie tradizioni. 16. Ciascun membro dell’Unione Apostolica dei Laici dimostrerà la sua appartenenza all’associazione partecipando attivamente sia agli appuntamenti parrocchiali o diocesani fissati per tutti i Cristiani, sia ai loro incontri specifici. 17. Non trascureranno il dovuto riposo e la distensione nel rispetto dei ritmi della natura, come recupero necessario dell’equilibrio psicofisico e ascetico per una convivenza serena ed educante. 18. Ogni anno parteciperanno alla celebrazione di una Eucaristia per i membri vivi e defunti dell’Unione. 19. In spirito di solidarietà e di condivisione alle finalità e ai servizi dell’Unione Apostolica dei Laici, ogni anno corrisponderanno la quota di adesione. c. Servizi offerti 20. Per quel senso della diocesanità che la anima, l’Unione Apostolica dei Laici collabora per far raggiungere una più profonda comprensione del genio spirituale della propria diocesi e dell’apporto datovi dai propri Pastori nonché della natura comunionale del Ministero Ordinato e delle sue tre specificità: episcopale, presbiterale e diaconale. 21. In particolare essa sostiene la formazione permanente - umana, spirituale, intellettuale e pastorale - dei laici e del clero della propria diocesi, collaborando affinché i propri pastori vi partecipino. 22. La visita ai propri Associati e ai Ministri Ordinati diocesani che hanno maggior bisogno di presenza, di sostegno o di amicizia, sarà una maniera privilegiata per esprimere lo spirito dell’Associazione. 23. Nel nuovo clima di collaborazione tra le Chiese, l’Unione Apostolica dei Laici incoraggia almeno alcuni dei suoi membri ad offrirsi al proprio vescovo per un servizio extradiocesano, specialmente nei territori di missione, in concomitanza e nello lo stile dei preti o dei diaconi Fidei donum. 24. Essa partecipa con creatività ad ogni forma di pastorale intesa a promuovere la qualità e il numero delle vocazioni al ministero ordinato diocesano, favorendo in particolare nelle famiglie una gioiosa predisposizione a questa specifica chiamata. 25. Come segno nuovo dei tempi si sviluppano in più diocesi gruppi di preghiera, di riflessione, di confronto, di amicizia e di condivisione di vita. L’Unione Apostolica dei Laici presta attenzione a queste nuove forme di comunione che corrispondono alle esigenze d’oggi e propone, a sua volta, l’esperienza dei gruppi o “cenacoli” UAL. 26. L’esperienza di cenacolo consiste in un tempo prolungato di riflessione sulla parola di Dio, di preghiera, di contemplazione su ciò che lo Spirito desidera dalla Comunità diocesana per evangelizzare la Società in cui essa si trova a vivere, di comunicazione e di aggregazione per crescere e far crescere il clero della propria diocesi. Sono aperti specialmente a possibili vocazioni al diaconato o al presbiterato. Ci si incontra ogni mese, presente anche l’Assistente spirituale, e si ritiene opportuno che qualche cenacolo UAL ed UAC si tenga congiuntamente. 27. I membri dell’Unione Apostolica dei Laici, volendo favorire la crescita spirituale loro propria e dei loro pastori, impegnano la loro azione animativa in diocesi: - nel richiamare a se stessi, alle loro famiglie e ai loro Pastori il valore della celebrazione eucaristica e la necessità di un tempo prolungato di preghiera quotidiana; - nel promuovere la riscoperta del sacramento della Riconciliazione; - nell’offrire una presentazione incoraggiante del ministero ordinato diocesano a quanti sono in ricerca d’un progetto di vita, specialmente se membri della loro famiglia. - nell’animare o, dove occorre, nel promuovere le iniziative parrocchiali o diocesane di aggiornamento e di preghiera per il clero coinvolgendo quanti potrebbero esserne interessati; - nel suggerire e diffondere pubblicazioni e riviste di spiritualità per il clero diocesano. 28. Fedeli al loro particolare carisma, essi favoriscono pure lo spirito di comunione: - coltivando la fraternità nelle loro famiglie o comunità e nelle loro parrocchie; - sostenendo e aiutando qualche ministro ordinato diocesano che si trovi in crisi, in situazioni di disagio o economicamente sfavorito; - coinvolgendo altre istituzioni ed associazioni che hanno espressamente a cuore la vita ed il ministero dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi diocesani; - promuovendo nel Movimento Jesus Pastor, reciproche esperienze di ospitalità e aprendosi a nuove vie di comunione che lo Spirito Santo andrà suggerendo, anche con Cristiani e con Ministri di altre Confessioni. 29. Tutti si impegnano a far conoscere il Movimento “Jesus Pastor”. ORGANIZZAZIONE 30. L’Unione Apostolica dei Laici è un’Associazione di cristiani Laici, pubblica e internazionale, fondata il 1 gennaio 2000 ed approvata dalla S. Sede il ..... Con L’Unione Apostolica del Clero essa forma un unico Movimento denominato: Jesus Pastor. Essa non ha scopo di lucro e opera a titolo interamente gratuito, secondo lo spirito di promozione spirituale, pastorale ed umana che la anima. 31. L’Unione Apostolica dei Laici è una Confederazione di Unioni diocesane, con Sede a Roma ed è giuridicamente rappresentata dal suo presidente internazionale. Organi della Confederazione sono l’Assemblea, il Consiglio, e la Direzione internazionale. 32. Le Unioni diocesane di una stessa nazione, esclusi i casi particolari per i quali il Consiglio internazionale considera opportuna una deroga, si costituiscono a loro volta, in Federazione nazionale. 33. Quando esiste la Federazione nazionale, l’aggregazione di un gruppo diocesano, canonicamente eretto, avviene soltanto attraverso la Federazione. In caso di conflitto tra la Federazione e il gruppo che chiede l’aggregazione, ci si può appellare alla Direzione internazionale. 34. In assenza d’una Federazione nazionale, possono aggregarsi alla Confederazione internazionale i gruppi diocesani di Laici approvati dai loro Ordinari o gruppi più ampi approvati dalle rispettive Conferenze episcopali che abbiano gli obbiettivi ed accettino gli Statuti della Confederazione. 35. L’aggregazione avviene con una lettera ufficiale del Presidente internazionale, su richiesta del Direttore del gruppo approvata dall’Assemblea. 36. Possono diventare membri dell’Unione Apostolica dei Laici i cristiani che non abbiano ricevuto il sacramento dell’Ordine, non siano impegnati in movimenti che comportino un’appartenenza affettivamente prioritaria rispetto a quella diocesana, che accolgano le finalità, le modalità e la forma di vita espresse dallo Statuto ed entrino in un gruppo diocesano con un atto pubblico di adesione accettato dal rispettivo Direttore. 37. Agli incarichi di animazione e di guida a livello diocesano, nazionale, internazionale, verranno eletti dalle rispettive Assemblee diocesane, nazionali o internazionali, uomini o donne già membri dell’Associazione e fortemente motivati. Le elezioni si faranno ogni tre anni e i candidati potranno essere rieletti consecutivamente fino ad un massimo di 4 mandati. I Segretari verranno scelti dal rispettivo Direttore o Presidente, udito il parere del proprio Consiglio. 38. Un’Assemblea diocesana si costituisce con la convocazione dei soci da parte del Direttore; un’Assemblea nazionale con la convocazione dei Direttori diocesani o dei loro delegati da parte del Presidente nazionale; un’Assemblea internazionale con la convocazione dei Presidenti nazionali quali delegati dei rispettivi Direttori diocesani, da parte del Presidente internazionale. Queste convocazioni costituiscono un momento di preghiera, di riflessione e di comunicazione, in particolare sui problemi relativi all’associazione e ai ministri ordinati delle proprie diocesi e nazioni. 39. Le elezioni dei Responsabili si fanno secondo le norme del Codice di Diritto Canonico e il regolamento speciale allegato allo Statuto per la Assemblea internazionale. Mancando un regolamento nazionale più specifico, le Unioni diocesane e nazionali , per l’elezione dei rispettivi responsabili, sono invitate a riferirsi a questo regolamento. 40. Tutti coloro che hanno responsabilità direttive nell’Unione Apostolica dei Laici ricercano quanto è utile e opportuno per favorire la nascita di gruppi UAL nelle diocesi dove non esistono o lo sviluppo di quelli che già esistono, proponendo, secondo le opportunità, la aggregazione o la collaborazione con gruppi che abbiano le stesse finalità. Essi possono proporre programmi e criteri per le riunioni diocesane, nazionali o internazionali, non escludendo, se d’accordo, momenti di sinergia con le rispettive riunioni UAC. 41. A livello diocesano, nazionale e internazionale, l’Unione Apostolica dei Laici avrà come assistente spirituale il rispettivo Direttore diocesano, Presidente nazionale o internazionale UAC, oppure un Unionista incaricato a sostituirli. 42. Coloro che curano l’animazione dell’Unione apostolica dei Laici, tengano frequenti rapporti reciproci e considerino il proprio ufficio come un servizio dovuto a tutti i membri dell’Associazione e ai Pastori della propria Comunità diocesana. 43. Per il collegamento e la formazione dei suoi membri e per la diffusione delle sue finalità, l’Unione Apostolica dei Laici cura proprie pubblicazioni a livello internazionale, nazionale e diocesano. Se opportuno, potrà operare congiuntamente all’Unione Apostolica del Clero. 44. Tutti e singoli i membri dell’Unione Apostolica dei Laici devono partecipare agli oneri finanziari di essa a livello diocesano, nazionale e internazionale, nel modo stabilito dalle rispettive Assemblee. 45. La dimissione di un membro avviene su richiesta scritta del medesimo o con una lettera del Direttore diocesano, previa decisione dell’Assemblea diocesana. Deve essere immediatamente comunicata alla Federazione nazionale. L’Unione Diocesana 46. L’Unione diocesana è radicata nella Chiesa particolare in comunione col proprio vescovo, con i propri presbiteri e diaconi. È il nucleo fondamentale della Confederazione al cui servizio animativo e coordinativo operano gli organismi a livello nazionale ed internazionale. 47. L’Unione diocesana può costituirsi con un minimo di 15 membri. È validamente costituita se è approvata dal vescovo e legittimamente aggregata. Può essere composta da più gruppi zonali. Se il gruppo locale fosse interdiocesano, raggiunta una certa consistenza, dovrà preoccuparsi di suddividersi in Unioni diocesane perché maggiormente espressive delle identità delle chiese particolari. 48. L’Unione diocesana, costituendosi in Assemblea, sceglie per il proprio servizio un Direttore (o Direttrice) che viene aiutato da un Segretario o almeno da qualcuno dei membri e da un Tesoriere, secondo le modalità stabilite al n. 35. Il Direttore diocesano deve essere approvato dal Vescovo e segnalato al Presidente nazionale e alla Direzione internazionale. 49. Il Direttore promuove le riunioni di gruppo, cura i rapporti col Vescovo, e con il Direttore diocesano e con le altre Associazioni laicali interessate, specialmente con coloro che hanno compiti di responsabilità e tiene i contatti con la Direzione nazionale UAL. 50. I membri si incontrano con regolarità, almeno una volta al mese, per un’esperienza di cenacolo. 51. La cessazione di una Unione diocesana viene regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico riguardanti le Associazioni. Il firmatario dell’atto di cessazione ne da comunicazione alla Direzione nazionale e internazionale. L’Unione nazionale 52. L’Unione Laici nazionale è costituita dalla Federazione delle Unioni diocesane esistenti in una nazione, riconosciute a norma dello Statuto. Per costituirla si richiedono almeno due Unioni diocesane e 50 membri. Organi della Federazione nazionale sono l’Assemblea, il Presidente, il Consiglio. 53. L’Assemblea nazionale, secondo i tempi e le modalità stabilite dal n. 35, elegge per il servizio alle Unioni diocesane, il Presidente e il Tesoriere che fanno parte della Direzione nazionale, e il Consiglio. Il Presidente nazionale, consultato il Consiglio, nomina il Segretario nazionale che entrerà a far parte della Direzione nazionale. 54. L’elezione del Presidente nazionale viene confermata dalla rispettiva Conferenza episcopale e comunicata alla Presidenza internazionale. 55. La conferma del Presidente nazionale presuppone il riconoscimento della Federazione nazionale da parte del Presidente internazionale e comporta l’impegno per la rispettiva Assemblea di formulare un proprio Direttorio per adeguare alcune norme organizzative dello Statuto UAL alle proprie situazioni ecclesiali e culturali. 56. Il Direttorio assume valore giuridico quando è approvato dal Consiglio internazionale e dalla competente Commissione della Conferenza episcopale. 57. Il Presidente convoca l’Assemblea e il Consiglio nazionale, fa attuare i programmi nazionali, ha la responsabilità delle edizioni nazionali, visita i gruppi diocesani, cura i rapporti di comunione e di collaborazione con la Conferenza episcopale, con i vescovi, i presbiteri, i diaconi e i laici che operano a livello nazionale. Cura anche i rapporti con la Direzione internazionale inviandole, in particolare, una relazione scritta sulla situazione dell’Unione Apostolica de Laici della propria nazione tre mesi prima di ogni Assemblea internazionale. 58. La cessazione di una Federazione nazionale viene regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico prevedendo comunque la salvaguardia dei beni e dell’archivio in vista d’una rifondazione. Nel periodo di cessazione, la gestione e la custodia di tali beni e dell’archivio vengono assunte o garantite dal Presidente internazionale, attraverso un suo delegato. L’Unione internazionale 59. L’Unione Apostolica dei Laici internazionale è costituita da tutte le Unioni diocesane Laici sparse nel mondo, aggregatesi, per motivi operativi in Federazioni nazionali. 60. Ogni tre anni, l’Assemblea internazionale, secondo il regolamento stabilito per le elezioni e nel rispetto delle modalità stabilite dal n. 35, elegge per il servizio di tutta l’Unione, il Presidente internazionale e il Tesoriere che fanno parte della Direzione internazionale; elegge pure i Consiglieri e, tra questi ultimi, il Primo Consigliere. Stabilisce il numero dei Consiglieri eleggibili o cooptabili, tenendo conto della rappresentatività continentale, linguistica e associativa. Tutti assieme, essi formano il Consiglio internazionale. 61. L’Assemblea internazionale approva la relazione del Presidente e il bilancio consuntivo e preventivo presentato dal Tesoriere, verifica e programma l’attività dell’Unione internazionale. 62. Il Presidente internazionale, consultato il Consiglio, nomina tra i membri dell’Unione, il Segretario internazionale che entrerà a far parte della Direzione internazionale. 63. Il Presidente internazionale eletto dovrà essere ufficialmente approvato dalla S. Sede con uno scritto del Consiglio per i Laici. 64. Il Presidente e i Consiglieri internazionali, che dovranno rispecchiare le varie regioni, lingue, culture e condizioni del mondo, ricercano tutto ciò che è utile e opportuno per aiutare le Unioni nazionali, costituire nuovi gruppi nelle nazioni dove l’Unione Apostolica dei Laici non è presente e suscitarvi dei promotori. 65. Tenuto conto delle lingue e delle regioni, il Consiglio internazionale può scegliere dei delegati per aiutare efficacemente il Presidente internazionale. 66. Il Consiglio internazionale viene riunito subito dopo l’Assemblea internazionale e una volta prima della successiva. 67. Il Presidente convoca l’Assemblea e il Consiglio internazionali, visita le Unioni nazionali, ha la responsabilità delle edizioni internazionali, promuove iniziative utili all’Unione, cura i rapporti con la Consiglio per i Laici, con altri enti ecclesiastici e con i Direttori generali di altre Associazioni; concorda con il Tesoriere e autorizza le operazioni finanziarie; dà relazione dell’andamento dell’Unione all’Assemblea inter-nazionale. I Consiglieri internazionali collaborano con la stessa finalità e diligenza nel proprio ambito. 68. Il Tesoriere amministra i beni dell’Unione e ne cura il loro incremento, riscuote dalle Unioni nazionali le quote annuali dovute dai membri, concorda le operazioni finanziarie con il Presidente internazionale, presenta all’approvazione dell’Assemblea il consuntivo e il preventivo triennali. 69. Il Segretario lavora strettamente unito al Presidente internazionale, coordina l’attività e la gestione della segreteria internazionale, cura le pubblicazioni, aggiorna e tiene in ordine l’archivio, redige i verbali degli incontri di Assemblea e di Consiglio. 70. Il Primo Consigliere succede al Presidente internazionale in caso di morte, incapacità o dimissioni dello stesso. In tale evenienza, è tenuto a convocare l’Assemblea internazionale entro la scadenza del mandato in corso. 71. Per quanto non espressamente definito nel presente Statuto si rimanda alle norme del Codice di Diritto Canonico. 72. Gli Statuti vengono sottoposti all’approvazione della S. Sede, a norma dei Codici di Diritto Canonico per la Chiesa Cattolica Latina e per le Chiese Cattoliche Orientali. ASSEMBLEA INTERNAZIONALE REGOLAMENTO PER LE LEZIONI 1. Le votazioni dell’Unione Apostolica dei Laici internazionale si svolgeranno a norma del canone 119, §1 del Codice di Diritto Canonico e secondo quanto stabilito da questo regolamento. 2. Per l’elezione della Direzione e dei membri del Consiglio internazionale, avranno diritto di voto tutti i membri del Consiglio internazionale uscente e i Presidenti nazionali o i loro delegati, che nella propria nazione possano contare su almeno 50 membri effettivi, distribuiti in più di una Unione diocesana, e abbiano regolato la quota annuale dei soci con l’Unione Apostolica dei Laici internazionale. 3. Potranno ricevere incarichi nell’Unione Apostolica tutti, e soltanto, i membri regolarmente iscritti. 4. Per il Consiglio internazionale, l’Assemblea si attiene alla usanza di eleggere due membri per continente su indicazione dei rispettivi Presidenti nazionali e di lasciare al Presidente internazionale la possibilità di cooptarne due; tuttavia per gravi ragioni, essa, prima dell’elezione, potrà variare il numero dei Consiglieri per ciascun continente e le modalità di presentazione. 5. Verificata l’identità dei membri dell’Assemblea internazionale e la maggioranza assoluta richiesta per la validità dei suoi atti, verrà costituito il seggio elettorale, composto dal membro più anziano dell’Assemblea, che fungerà da Presidente, da due scrutatori scelti dall’Assemblea, e dal Segretario internazionale, che fungerà da attuario. 6. Le votazioni si svolgeranno a scrutinio segreto, con elezioni distinte per il Presidente, il Tesoriere, i Consiglieri e il Primo Consigliere. 7. Compiuto lo spoglio delle schede votate e proclamati dal Presidente del seggio i risultati, questi verificherà l’assenso dei candidati eletti. 8. Al termine delle votazioni sarà redatto il verbale che verrà sottoscritto dai membri del seggio e custodito nell’archivio dell’Unione. 9. Il risultato delle elezioni dovrà essere comunicato alle competenti autorità per le necessarie approvazioni. LODE A CRISTO PASTORE E A MARIA MADRE DELLA CHIESA PROMESSA DI FEDELTA' Davanti a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, sotto la protezione di Maria Vergine e Madre della Chiesa, in piena conoscenza delle finalità dell'Unione Apostolica dei Laici, io N.N... spontaneamente aderisco a questa Unione, mi dedico agli scopi che essa si propone, mi impegno particolarmente a vivere il cammino spirituale della mia diocesi e a far crescer in qualità e numero il clero diocesano. Amen TESTIMONIANZA DI ADESIONE Io sottoscritto/a__________________________ __________________________________________________________ della Diocesi di___________________________ della Parrocchia di________________________ ho aderito all’UAL, il ______/_______/______ notificandolo alla Federazione nazionale e alla Confederazione internazionale
U.A.L
E’ una
Associazione nata dal cuore dell’UAC |